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Scarpe: quando occorre cambiare? |
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Un primo interrogativo, cui si può rispondere in diverse maniere.
Innanzitutto tenere sotto controllo il chilometraggio della scarpa stessa: normalmente è bene non eccedere i 1000 km (facendo opportune correzioni a seconda del vostro peso).
Anche se apparissero ancora "in forma" il potere ammortizzante sarebbe probabilmente calato parecchio.
Ce ne si può rendere facilmente conto controllando se nei fianchi dell'intersuola (la parte di colore normalmente bianco-grigio, che assorbe il nostro impatto con il suolo) sono comparse "rughe" (a volte appaiono presto, ma non sono necessariamente indice di scarsezza), controllando "a mano" la morbidezza dell'intersuola stessa e, se proprio volete una conferma evidente, confrontando con un paio nuovo: la differenza dirà se le vecchie scarpe hanno effettivamente raggiunto il capolinea.
Anche lo stato della tomaia (la parte superiore della scarpa che avvolge il piede, normalmente di tessuto o pelle) o del battistrada (la parte, usualmente nera, che viene a contatto con la strada) è da tener d'occhio: una scarpa ormai sformata non è in grado di contenere adeguatamente il piede e potreste aver problemi di postura, e un battistrada consumato espone all'asfalto la morbida intersuola che verrebbe rapidamente mangiata dall'attrito e farebbe inclinare la scarpa.
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